La forza del colore di Gianpietro Cavenaghi
Una tenace ricerca formale e sostanziale,una costante sperimentazione artistica e una grande e non comune apertura mentale verso le tendenze dell’arte, in particolare di quelle più attuali e significative.Sono questi, in estrema sintesi,i punti di forza di Gianpietro Cavenaghi,un artista capace di spaziare nel mondo della pittura,con gli stessi risultati di alto valore estetico e di profondo impatto emotivo,dalle slpendide vedute paesaggistiche e dagli intensi ritratti di forte e originale realismo alle pure e raffinate opere informali fino a quelle più astratte e concettuali,e questo con le più svariate tecniche dal disegno all’acquerello,all’olio al sapiente e incisivo uso della spatola fino ad arrivare all’impiego di materiali più di “ricerca” :cartone, stabilitura ,Yuta. Ma la cifra più personale e rilevante dell’artista,quello che lo smarca più decisamente rispetto a tutti gli altri e che lo rende particolarmente degno di considerazione e nota, è senza dubbio la sua rara capacità di trasmetterci,attraverso affascinanti opere informali o completamente astratte,con un residuo di figurazione,quindi,sullo sfondo oppure invece del tutto prive di espliciti riferimenti alla realtà esteriore,sensazioni ed emozioni che ci allietano lo spirito e ci arricchiscono nel più profondo del nostro animo.
Rientrano nel novero del primo gruppo di opere,per intenderci quelle informali con riferimenti più o meno espliciti alla realtà esteriore,tuttavia sempre chiaramente leggibili,lavori come l’intrigante figura di “Fast Love” oppure come l’evanescente “Matador”, o ancora come il dinamico “metaphor of life”, il rutilante cromatismo del “Porto” o la guizzante vivacità compositiva di “three trees”(per limitarci alle ultime fatiche dell’autore), con le forme e i colori che, in modo a volte singolare, concorrono a rimandarci spicchi di realtà e di varia umanità tra l’onirico e il problematico senza mai scadere nel didascalico.
Sono invece semplicemente astratte, al di là quindi di ogni pur legittimo desiderio e di ogni vano tentativo di trovare facili e solo apparentemente acquietanti significati o chissà quali astrusi legami con specificità esteriori,senza tuttavia negare l’esistenzadi questi profondi legami,diretti o mediati,dell’artista, dell’opera e dei fruitori con il reale, opere come “Armonia di complementari”, “Armonia in viola”o “Boreale”dove la vigorosa energia che scaturisce dalle ampie e robuste campiture delle stabilitura , l’accostamento e la contrapposizione delle forti tinte e le calibrate sfumature sono emozioni allo stato puro,esistenziali bagliori di vitalità.
E così Gianpietro Cavenaghi ,nato a Lecco il 28 giugno 1974 e residente a Bulciago,insegnante di pittura presso la scuola d’arte “Leonardo Art& Co” di Bosisio Parini e con le spalle studi all’Istituto Statale d’ Arte di Cantù e al centro studi “Arexa” di Milano,importanti riconoscimenti e numerose partecipazioni a esposizioni in Italia e all’estero,dalla Brianza alla Loira in Francia,da Paestum in Campania a Parigi,ha intrapreso nel miglioredei modi la giusta via di questa particolare forma di espressività artistica,l’emblematica riproduzione dei sentimenti e delle emozioni con la forza materica del colore,una scelta difficile e impegnativa ma proprio per questo più soddisfacente e appagante.
Silvano Valentini
critico d’Arte
- GALLERY
- Figurativo
- Ricerca

